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Gente pericolosa: La memoria dei campi di internamento fascisti nelle carte dell'Archivio di Stato di Avellino
progetto Ricerca

Dati di progetto

Anno di inizio attività: 2021
Attività reiterata regolarmente ogni anno: No
Anno di fine attività: 2023
Tutto il territorio nazionale: No
Regioni: Campania
L'attività si svolge all'estero: No
Nazione estera: -

Contesto: Attività istituzionale
Titolo: Gente pericolosa: La memoria dei campi di internamento fascisti nelle carte dell'Archivio di Stato di Avellino
Descrizione: L'Irpinia fu tra le province italiane che maggiormente ospitarono "gente pericolosa", per la sua posizione geografica, priva di sbocchi sul mare e lontana dai fronti di guerra. La ricerca documentaria e fotografica ha posto il focus sulla vita degli internati grazie a migliaia di documenti, anche risalenti al periodo precedente alla reclusione, quando i soggetti erano sotto osservazione perché "pericolosi". Le carte (verbali di perquisizioni, foto segnaletiche, richieste di visite mediche, telegrammi relativi ai trasferimenti e note informative sulla condotta morale e politica) sono state capaci di restituirci pezzi della vita dei prigionieri nei campi chiusi e di quelli destinati all'internamento cosiddetto "libero" ma la cui libertà era comunque fortemente limitata.
Obiettivi/Risultati attesi: La ricerca, mediante l'utilizzo del prezioso patrimonio documentario e fotografico conservato, ha posto come obiettivo il rendere omaggio alla memoria dei perseguitati dal regime fascista nel corso dell'ultima guerra mondiale e di fornire un momento di riflessione su cosa significhi percepire il diverso nella razza, nella cittadinanza, nel credo religioso o politico come un pericolo da isolare, recludere e, nei casi estremi, da cancellare.
Esiti/Esiti attesi della ricerca: Oltre all'internamento libero nei Comuni irpini, di cui ancora manca un censimento completo a causa della dispersione della documentazione, è emerso che nella provincia di Avellino furono istituiti tre campi di internamento: ad Ariano Irpino e Monteforte Irpino per soli internati maschi e a Solofra unicamente femminile. Il campo di Monteforte Irpino rappresentò una tra le principali sedi d'internamento per gli oppositori politici del regime fascista, definiti "italiani pericolosi", e fu situato nell'ex sezione femminile dell'orfanotrofio Loffredo, in località Vetriera, che probabilmente prima era stata la residenza dei marchesi Loffredo. Inoltre, la ricerca storico-documentaria ha consentito di omaggiare la figura di Giovanni Palatucci che ha meritato, con altri 416 italiani, il riconoscimento di "giusto tra le nazioni" ossia il titolo che indica i non-ebrei (oltre 20.000 nel mondo) che hanno rischiato la propria vita per salvare anche un solo ebreo dal genocidio nazista.
Output: L'indagine svolta ha fatto affiorare storie di particolare interesso storico nel periodo nazi-fascista quali le libertà negate alle donne, la politica in quel tempo, la discriminazione raziale, la vita da internati, l'armistizio e la fine della prigionia. Infine ci si è focalizzati sulla memoria di Giovanni Palatucci che, a seguito delle leggi razziali antisemitiche del 1938, avviò la sua opera di aiuto agli ebrei e a tutti coloro che, a causa dell'occupazione tedesca, si trovavano a transitare dal confine istriano verso luoghi più sicuri.

Costi della ricerca

Personale €: -
Servizi €: -
Materiale di consumo €: -
Altro €: -

Disseminazione

Pubblicazioni
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Partecipazione ad eventi
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Siti Web

Referente di progetto

Nome: Maria
Cognome: Amicarelli
Profilo professionale: Funzionario archivista di Stato
E-Mail: as-av@cultura.gov.it
Telefono: 0825779511

Parole chiave

Archivistica, Fotografia, Storia, Valorizzazione

Ente promotore